Hanno scritto di Costruzioni Mocellin...
QUARRY AND COSTRUCTION (Gennaio 2001)

INTERVISTA A PAOLO TELLATIN, AMMINISTRATORE UNICO GRUPPO ADIGE BITUMI SPA

LE RADICI DEL GRUPPO

Si definisce “cavatore di 2° generazione”, Paolo Tellatin, che non ancora trentenne eredita l’azienda di famiglia e,  dieci anni dopo,  dà vita ad un gruppo che,  tra diretto ed indiretto,  muove  un giro di affari di 70 miliardi.

Geometra Tellatin, come nasce il Gruppo Adige Bitumi ?

Credo che sia doveroso risalire alle origini: lo slogan che abbiamo adottato per la nascita del gruppo parla di “forti radici”, quelle radici che ha tracciato mio padre, ex dipendente del Magistrato alle Acque, che nel ‘54  impianta un’attività autonoma di estrazione e lavorazione  delle ghiaie dai fiumi, la Ghiaia Brenta.
Le attività si moltiplicano e si instaurano contatti con altre realtà imprenditoriali tra le quali la Società  Cisa di Udine che si affidava a noi per  lavori di approvvigionamento inerti e di movimenti di terra in genere. 
Il 68 segna un’altra tappa della storia del Gruppo: quella che doveva essere un’iniziativa sporadica, la bitumatura all’autostrada del Brennero, convince mio padre ad entrare nel settore strategico del bitume, dando vita all’Adige Bitumi.
L’evoluzione continua: dalla semplice fornitura di conglomerato si passa alla messa in opera, si formano le prime squadre e nel frattempo si susseguono i lavori - e ancora tanti ne restano da fare -. Nel ’76 mio padre acquisisce le quote della Cisa.

Un percorso lineare, insomma, dall’estrazione, alla produzione di conglomerato bituminoso.

Oggi, con l’operatività dai primi di gennaio del Gruppo Adige Bitumi Spa,   siamo alla quadratura del cerchio: le attività omogenee appartenenti ad una stessa filiera sono state riunite dando vita ad un gruppo che comprende gli stabilimenti “Ghiaia Brenta”, “Adige Bitumi”, “Bitumi Veronesi”.
Il Gruppo in senso stretto  ha un giro d’affari di circa 30 mld,  le partecipate di altri 50 miliardi.
Lo stabilimento di bitumi veronesi, nato nel 78, è probabilmente il più bello; lo stabilimento di Villafranca comprende due impianti di conglomerati bituminosi, rispettivamente da 110 e da 220 t/h, cava di proprietà, tutto inserito in un terreno di 250 mila mq

Vediamo  gli altri stabilimenti che fanno capo al Gruppo.

Lo stabilimento di Mezzacorona si sviluppa su 110 mila mq di superficie, nell’area in cui insiste un conoide che stiamo sfruttando da 30 anni  e che prospetta potenzialità di ulteriore sfruttamento più che decennali - quota 200 la strada quota 350 la sommità -.  Si tratta di uno stabilimento con annesso impianto di frantumazione: partiamo da calcare  o porfido, quegli sfridi delle lavorazioni  di cui la zona è ricca. L’impianto di frantumazione è notevole: ci sono 900 ml. di nastri trasportatori, chiarificatore, compattatore dei limi coibentati, impianti di conglomerato bituminoso da 260 t/h e, in prossimità,   la Beton Adige,  azienda ns. Partecipata in società con le Cementerie di Monselice,  per la produzione di calcestruzzo preconfezionato.

Nello stabilimento di Friola Pozzoleone, primo nato datato 1954, da 4 anni abbiamo iniziato a reinvestire. È’ il nuovo stabilimento ex Ghiaie Brenta, quindi Gruppo Adige Bitumi, in cui è stato installato  un nuovo impianto per la  produzione di  conglomerati bituminosi da 260 t/h,  perfettamente coibentato, che può  lavorare sotto i 40 dB(A), praticamente senza rumore.

Non male per un’attività come quella dell’estrazione e della stesa di conglomerato, che ha limiti di percorrenza molto circoscritti; il Gruppo si avvale di tecnologie avanzate di produzione per fornire prodotti sofisticati?

Prima di parlare di tecnologie, che sono importanti e che hanno sempre rappresentato una fondamentale voce di investimento, ritornerei allo slogan che abbiamo scelto per annunciare la nascita del Gruppo: “la forza sta nelle persone” non è detto a caso.
I dipendenti del Gruppo Adige Bitumi sono 35, tra questi  capi cantiere che  da oltre 35 anni rimangono alle ns. dipendenze,  rinunciando alla pensione già maturata, personale che rappresenta  la ns. vera forza… sono i collaboratori che aveva inventato mio padre e  che  sarà difficile ripetere.
Per parte mia, mi sono avvalso dei migliori giovani in circolazione e questo tengo a sottolinearlo, posso contare su uno staff giovane di cui vado fiero. Abbiamo investito molte risorse in formazione negli ultimi anni, ma ora possiamo guardare avanti con un buon margine di tranquillità.

(...)

Il servizio per esteso è disponibile presso la redazione di QUARRY AND COSTRUCTION

COMUNICATO STAMPA (settembre 2002)

GRUPPO ADIGE BITUMI IN SERBIA
È LA PRIMA AZIENDA STRANIERA AD AGGIUDICARSI UN’ASTA PER LA PRIVATIZZAZIONE

130 dipendenti, 4 stabilimenti operativi e un giro d'affari consolidato di 40 milioni di euro: così si presenta Gruppo Adige Bitumi, società trentina che affonda le radici nella storia con la produzione e la lavorazione di ghiaie, inerti e conglomerati bituminosi e la fornitura di pavimentazioni stradali in drenanti fonoassorbenti e antiskid. Grandi viabilità pubbliche, strade, autostrade e aeroporti sono i maggiori committenti del Gruppo che, avviato un ufficio di rappresentanza a Belgrado il settembre scorso, il 26 luglio 2002 si è aggiudicata l'asta per l'acquisto di un'azienda serba tramite la procedura di privatizzazione.

È la EMS "KIJEVO" AD, costituita nel 1934, con sede a Belgrado. Una cava di roccia calcarea che dà lavoro a 72 dipendenti, con campo minerario di 20 ettari e 6 milioni di metri cubi di materiale da estrarre.

Un'operazione soddisfacente sia per l'acquirente italiano che ha rafforzato il proprio core business aziendale, sia per il Governo Serbo per il quale ha rappresentato un significativo passo verso la ricostruzione industriale.
La trattativa, svolta dall'amministratore unico del Gruppo - Paolo Tellatin - è stata annunciata ufficialmente agli organi di stampa dal Ministro serbo per le privatizzazioni VLAHOVIC ALEXANDER.

Obiettivi di Gruppo Adige Bitumi sono l'immediata introduzione di tecnologie avanzate e la conseguente riqualificazione delle risorse umane, per portare la struttura in linea con i livelli standard europei in materia di produzione e ripristino ambientale.